Le 5 opere di Napoli da non perdere

Prima opera

Parco dei Murales – Jorit

Il Parco Merola di Ponticelli è soprannominato Parco dei Murales per la presenza di quattro grandi opere di street art. La prima ritrae il volto sorridente di Ael, una bambina Rom, realizzata da Jorit, uno tra i più famosi street artist in Italia, ed è intitolata Tutt’egual song’ e criature.

Seconda opera

Vesuvius – Andy Warhol

Conservata nella sezione di Arte Contemporanea del Museo di Capodimonte, la tela è un omaggio che l’artista pop statunitense Andy Warhol volle dedicare a uno dei simboli più rappresentativi della nostra città. L’opera, infatti, raffigura il Vesuvio in eruzione.

Terza opera

Cristo Velato (Cappella San Severo) – Giuseppe Sanmartino

Una delle opere di Napoli più celebrate al mondo, custodita in un luogo mistico e di grande sfarzo barocco come la cappella San Severo. Un velo di marmo ricopre interamente il corpo del Cristo, è l’opera maggiore dello scultore tardo-barocco Giuseppe Sanmartino.

Quarta opera

Il bambino di marmo in piazza del Plebiscito – Jago

Un grande neonato di pietra. Le forme morbide, cesellate lungo settecento chili di marmo. Statua situata a Piazza del Plebiscito. Mostra quel bimbo rannicchiato e in sofferenza. Nudo, adagiato sul pavimento della piazza. Come a simboleggiare l’umanità più fragile sotto la scure del virus.

Quinta opera

Il diavolo di Mergellina – Leonardo Grazia

“San Michele che scaccia il demonio”, meglio noto popolarmente come “Il diavolo di Mergellina”, si ritiene sia stato dipinto nel 1542 da Leonardo Grazia. Il dipinto rappresenta un’immagine ricorrente nell’iconografia cristiana: l’Arcangelo Michele, giovane e biondo, che con molta grazia trafigge un essere satanico mostruoso. Innanzitutto il mostro ha un volto di donna, essere indubbiamente diabolico ma fino a un certo punto… Secondo, la donna, giovane, bella e bionda anch’essa, sembra quasi sorridere all’Arcangelo, nel momento in cui questi gli trapassa il collo con la lancia. Tra i due vi è quasi un’intesa di sguardi. Infine la scritta ambigua posta sotto il corpo della donna-diavolo: “ET FECIT VICTORIAM, HALLELUIA”.